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Pankration, la parola, la cosa (II)

di Fabio Tumazzo

II La parola.

Analizziamo il significato etimologico della parola “pankration” chiedendoci in cosa consisteva (che sostanza e che accidente), come si praticava (con che mezzo e in che modo) e perché (cosa lo determina e che scopo persegue).

PAN in greco vuol dire “tutto”. KRATOS significa “potere”; potere di capacità, la “maestria”, potere di scelta, il “permesso”; ma anche potere su qualcuno o qualcosa – la “forza” che controlla.

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Possiamo tradurre il termine pankration come “onnipotenza”, arte dell’ “onnipotente” (PANKRATES) e più in generale come combattimento agonistico “totalmente libero”, con tutta la maestria in gioco e dove tutto è permesso. Si noti come l’onnipotente sia “completamente libero” perché può scegliere di fare tutto avendo tutta la capacità per farlo11.

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Possiamo anche tradurre la parola pankration come agone in cui si combatte con “tutta la forza” a disposizione, ”l’intera forza” del corpo, con tutte le (man)ovre e in tutte le (man)iere e, più in particolare, sia con il palmo che con il pugno, con “tutta la forza della mano”. Infatti KRATEO va inteso come possedere e/o esercitare il “potere”, sia il potere “di” che quello “su” qualcuno o qualcosa, nel senso di dominare, sottomettere, vincere, governare e in senso figurato “maneggiare”, fare e operare con le mani (da cui manipolare, afferrare, tenere in pugno/in mano, stringere, reggere ecc..). Ne segue la possibilità di interpretare in senso figurato KRATOS come “forza manuale”12 (si pensi alla mano di Zeus). Non a caso, la parola greca KRATEMA significa anche ”presa” della mano.

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Va aggiunto che Krateo significava anche, in astratto, “essere superiore, il migliore”13. Così possiamo considerare il pantocratore come colui che “vince tutti” e il pankration come l’aspirazione ad essere “superiore a tutti”, “il migliore di tutti”, l’agone non plus ultra, l’agone leader. Non a caso la parola greca KARA significa “capo”, sia la testa che l’autorità (la testa del gruppo)14.

Secondo la mitologia greca il dio PAN è lo spirito di tutte le creature naturali. A volte l’universo in cui viviamo, con le sue avversità, ci spaventa, ingenera (pan)ico. Il pancrazio nasce come rituale religioso in cui si mette in scena la lotta per la sopravvivenza allo scopo di esorcizzare la paura della morte. Infatti i pancraziasti erano pronti a sacrificarsi e a sacrificare l’avversario fino all’estremo per raggiungere la “sacra vittoria” (NIKE). Invertendo l’ordine delle parole possiamo tradurre pankration come “forza del tutto”. Ne segue una interpretazione esoterica della gara più virile dell’antichità, dell’agone dell’agonia per antonomasia. Il pancraziaste può essere visto come un iniziato che per avvicinarsi all’assoluto e conoscere se stesso si mette a praticare un esercizio estremo utilizzando la “forza di Pan”, la “forza universale” della vita ossia l’energia vitale)15.

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Per concludere, giocando con l’etimologia, il pancrazio può essere visto come un “contenitore dove mescolare tutto” (PAN KRATER), dato che consiste in un mix di lotta e pugilato.


10. PYX significa letteralmente “con il pugno”, da cui deriva, a mio avviso, l’inglese “box-ing”. Per la violenza dei colpi, l’incontro di pugilato veniva considerato anche come una guerra vera e propria, una “battaglia con i pugni”, per cui veniva chiamato anche PYGMACHIA. Per lo stesso motivo, anzi a maggior ragione, il pancrazio veniva anche chiamato “battaglia totale”, PAMMACHIA
11.Secondo la semantica operativa di S. Ceccato, la libertà si ottiene facendo seguire il potere di scelta a quello di capacità: “è libero chi può scegliere avendo la capacità di farlo”. (G. Vaccarino, Introduzione alla semantica, www.ebook4free.com)
Anche J. Derrida coglie il legame tra krateo e libertà, anche se non esplicita la sfumatura tra “I can” – krateo di capacità – e “I might” – krateo di scelta:
“Freedom is essentially the faculty or power to do as one pleases, to decide, to choose, to determine oneself, to have self-determination, to be master, and first of all master of oneself (autos, ipse). A simple analysis of the ‘I can’, of the ‘it is possible for me’, of the ‘I have the
force to’ (krateo), reveals the predicate of freedom, the ‘I am free to’, ‘I can decide’. There is no freedom without ipseity and, vice versa, no ipseity without freedom – and thus, without a certain sovereignty.” (Rogues: Two Essays on Reason (Stanford: Stanford University Press, 2005), 23)

12. Il tema KRAT deriva dalla radice indoeuropea KAR, QAR che significa “esser duro” (in inglese HARD). In sanscrito troviamo sia KRATUH, il “potere” fare, che KARA, la “mano” con cui fare, l’arto con cui i terrestri – gli u(mani) – e le deità celesti – i Mani – esercitano il potere

13. plêthous hekati nausin kratêsai A.Pers.338 : Critias 2.7 D.

14. Infatti, sia KARA (testa, viso) che KRANION (teschio, cranio) sembrano derivare da KRATOS

15. Pan è “l’essere caprino”, il satiro – SATIROS o SethAries, Seth è l’es(se)re e aries è l'(arie)te. Anche il pancraziaste può essere visto come un ariete, un maschio che combatte a testa bassa da un lato ed un capro espiatorio che si sacrifica sull’altare (ARA, gen. ARIS) dall’altro.


* FABIO TUMAZZO laureato in informatica, collaboratore della Società di Cultura Metodologico-Operativa, appassionato di atletica pesante, si occupa di archeologia sperimentale dell’agonistica

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