Il mondo dell’atleta:sacrificio e dolore.
Posted by Legionarivs under NewsMondo antico: Uno dei primi poeti epici, Esiodo, scrive: I Dei immortali lo hanno creato: per ottenere l’eccellenza atletica, prima dobbiamo sudare. Il sudore e’ il simbolo stesso dello sforzo e della fatica corporale atletica. Molte altre categorie di uomini hanno a che fare con lo sforzo e la fatica ma solo per gli atleti l’agonia fisica diventa uno “strumento” per raggiungere la vetta.E non ha caso il termine agonia deriva dal greco Agon, competere con dolore; infatti lo sforzo e il sudore sono solo ruote che girano attorno al dolore fisico e mentale. L’atleta degli sport da combattimento nel mondo antico era una sorta di celebrita’ proprio perche’ era uno dei maggiori conoscitori del sacrificio umano con il solo scopo di eccellere. Nell’ Anacarsi dello scrittore greco Luciano, un sapiente Sciita si trova con il legislatore Solone in una palestra nel momento in cui gli atleti del pugilato, della lotta e del pancrazio si allenano.Il barbaro-guerriero rimane incredulo quando il sapiente greco gli dice che quegli uomini si stanno sforzando al massimo per poter vincere solo una corona di ulivo.Per lui che era stato addestrato ad una mentalita’ guerriera gli atleti sembravano dei pazzi.
La dedizione e il sacrificio quotidiano degli atleti era proverbiale, diventa cosi’ anche messaggio per i guerrieri, come Platone ci ricorda nelle sue Leggi.
Gli atleti seguivano un ciclo di allenamenti di quattro giorni dove il primo e il quarto era meno pesanti dei restanti, ma senza nessun giorno libero doveva essere veramente massacrante come ci raccontano le cronache antiche. L’atleta antico era abituato gia’ da fanciullo a trovare la forza, per superare gli sforzi nella congiunzione “spirituale” con Ercole ed Hermes, figure presenti, con dei busti, nelle palestre Greche e Romane.
Il dolore era uno dei simboli degli eroi greci. Solo chi aveva sofferto fisicamente e mentalmente poteva dirsi eroe. L’eroe e’ colui che si è cimentato con la sofferenza e ne uscito vincitore. Ecco perche’ per i greci vedere un’ atleta che superava la sofferenza era qualcosa di eroico che superava qualsiasi mortale.
Ma dove non arrivava l’atleta si presentava la disciplina. In antichita’ la disciplina insegnata dagli istruttori ad un atleta poteva far rabbrividdire anche un guerriero. Nei racconti antichi ci viene detto che molti allenatori portavano allo sfinimento e talvolta alla morte gli atleti pur di non abbassare il livello di sacrificio a cui erano imposti. Dagli Spartani fino ad Alessando Magno, da Socrate fino a Sant’ Agostino, la disciplina atletica era quasi sovraumana e vista come qualcosa tra il divino e l’infernale.